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MENZIONE D’ORO

ACT – Art Center Ticinum
Cecilia Marcheschi, Carlotta Di Sandro [Italia]

Negli anni ’20 del 900 Giuseppe Pagano progettò l’Idroscalo di Pavia. Un edificio nato per essere un punto di partenza e al contempo di arrivo, un contenitore statico di oggetti dinamici e di passaggio. Da questa riflessione prende vita la nostra volontà di reinterpretare l’hangar pensandolo non più come un involucro di oggetti ma di pensieri, di cultura e di arte.

Al fine di sottolineare la rilevanza storica del manufatto si è scelto di intervenire principalmente all’interno dell’edificio, mantenendo i caratteri essenziali dell’idroscalo, scelta incoraggiata inoltre dall’imprevedibilità del contesto in cui il volume è inserito. Gli interventi esterni più rilevanti si limitano, infatti, alla sola realizzazione dei due collegamenti: la passerella, che dalla strada conduce all’ingresso e la scala elicoidale che, come un vortice che fuoriesce dalle acque del fiume, connette la sponda con l’edificio.

Il progetto, articolato su due livelli ripropone uno scorcio di città. Al piano superiore vari volumi ospitano laboratori artistici che si affacciano su una lunga passerella ad U; quest’ultima è concepita come una strada cittadina in cui il susseguirsi incalzante degli edifici satura lo spazio. I cubi affacciati sulla passerella permettono infatti solamente qualche timido scorcio verso il piano sottostante a sottolineare il carattere “privato” delle funzioni.

Lo spazio si decomprime al contrario nell’area centrale, che concepita come una “piazza” diviene il fulcro del progetto, luogo in cui le varie arti entrano in scena. Il grande spazio pubblico e multifunzionale infatti conserva l’altezza originale dell’edificio e si apre con una ampia vetrata verso il fiume, abbandonando ogni intimità.