00_HTC_13577

MENZIONE D’ONORE

Three Tools for Ticinum
Fluidiforme – Gianluca Basile, Antonino Caridi, Davide Casaletto [Italia]

Il progetto è basato su un approccio dualistico: da un lato, la volontà di preservare la tettonicità dell’Hangar e la sua rigida griglia strutturale; dall’altro, l’innesto di tre elementi: la torre, il tunnel e la piattaforma. L’elemento verticale – la torre – richiama la tradizione delle torri medievali e, guardando verso la città a Nord-Est, offre l’opportunità di scoprire Pavia dall’alto.

L’elemento orizzontale – il tunnel – ha un valore espressamente urbano, collegando l’Hangar alla terraferma e definendo un cannocchiale che inquadra la sponda opposta del fiume. La piattaforma, invece, ha un valore funzionale: grazie alla sua dinamicità, essa garantisce la possibilità di definire lo spazio a seconda delle esigenze e, di conseguenza, di generare differenti configurazioni.

La tripartizione spaziale e funzionale è anche percepibile dall’esterno. La prima campata, con l’aggiunta della torre e del tunnel, ospita gli spazi di logistica: l’ingresso, la lobby e la distribuzione verticale. Ha un carattere materico forte, dato dalla tamponatura muraria esistente, dalla griglia metallica della torre e dalla finitura riflettente del tunnel.

La parte centrale corrisponde al cuore del progetto, laddove le principali funzioni si collocano. Il nuovo sistema di facciata con pannelli in policarbonato, apribile secondo le tradizionali aperture degli hangar, diffonde luce come una lanterna arenata nelle acque del Ticino. L’ultima campata, invece, perde completamente la sua materialità, lasciando spazio al vetro che garantisce la vista sulla campagna pavese.