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2° PREMIO

Fata Morgana
Devin Dobrowolski [Stati Uniti]

Il progetto prende il nome dalla Fata Morgana, un fenomeno atmosferico simile ad un miraggio grazie al quale sembra che determinati oggetti fluttuino appena sopra la linea dell’orizzonte. Come nell’antico mito di Morgan le Fay, la maga a cui viene attribuito questo magico potere, il rinnovato Idroscalo conserva la forma del progetto originale di Pagano, ma viene rivitalizzato attraverso un intervento materico minimale e radicale, capace di trasformare l’hangar dismesso da luogo di rovina a nuova forma di spazio pubblico flessibile.

Prendendo spunto dalla rigogliosa vegetazione spontanea presente nel sito, l’edificio funziona come una vera e propria serra. In seguito al consolidamento della struttura in calcestruzzo e alla rimozione dei tamponamenti in laterizio, l’hangar viene rivestito con una nuova pelle in policarbonato leggero e traslucido in grado di regolare la luce e la temperatura al suo interno. Nella bella stagione la facciata dell’edificio si apre quasi interamente, consentendo una ventilazione trasversale e ampie vedute sul Ticino. Durante i mesi più freddi invece, il policarbonato intrappola i raggi del sole ottenendo un notevole accumulo di calore.

La costruzione in acciaio viene utilizzata per sostenere la struttura esistente con la massima efficienza e il minimo costo. Una leggera piattaforma sospesa sostiene una serra centrale, contenente spazi di lavoro e aggregazione accessibili tramite rampe e scale. Al livello della strada, un volume ospita i bagni e lo spazio per un piccolo bar. L’aggiunta di questi servizi, minimi ma essenziali, massimizza e amplifica le principali risorse dell’edificio esistente: un ampio open space con struttura a vista capace di dare vita ad una nuova piazza pubblica alle porte della città.